Diabete

Non passerà mai.

Come va? Adesso stai bene? È passato?

Non passerà mai, rispondo io.

Ieri sono sopravvissuta per ben due volte ad una potenziale ipoglicemia che sarebbe potuta risultare grave se non presa in tempo.

Normale routine, direbbe qualcuno. Si, per una persona con il diabete lo è in effetti, è solo normale routine quella di vivere tra gli alti e i bassi della glicemia.

Sticazzi. Normale routine un corno!

I pensieri vanno subito a mille in questi momenti, non solo mentre sta succedendo ma anche dopo quando rifletto su quello che mi succede o che potrebbe succedere.

Il mio bambino, il mio bambino prima di chiunque altro ha bisogno che io stia sempre bene, che sia forte e sempre pronta in qualsiasi momento. Quello adesso è il mio unico pensiero ed è questo pensiero che da quando sono mamma mi provoca anche dei fastidiosi attacchi di panico. La paura è una brutta bestia e averci a che fare è una brutta cosa, ti blocca, ti immobilizza proprio e ti fa perdere il controllo delle situazioni.

Non succede soltanto quando sono in ipo ma anche quando quella maledetta freccetta di tendenza della glicemia va verso l’alto e in certi momenti pare non si fermi più.

Non è facile. Quando sono in ipoglicemia provo a restare lucida, provo a restare focalizzata sulle procedure di auto- salvataggio – misura prendi tre bustine di zucchero imposta timer aspetta 15 minuti controlla andamento sul micro aspetta aspetta non tremare andrà tutto bene rimisura respira aspetta aspetta aspetta – ma non è facile e in particolare non lo è più da quando sono diventata mamma.

Mi blocco e penso solo a quando passerà, perché deve passare, deve passare, io devo stare bene per il mio bambino, deve alzarsi questa maledetta glicemia, deve fare effetto questo maledetto zucchero…

Nel frattempo tremo e mi manca il respiro, tremo e penso. Penso se dovesse succedermi qualcosa. Oddio se quella freccetta andasse troppo giù e non si fermasse più, tremo e mi manca il respiro. E prego che risalga, prego che la freccetta diventi orizzontale, prego che quel numero inizi almeno con un 8, prego che non sia quello il momento, prego di avere ancora tempo…

Non è facile. Non è facile spiegare come ci si sente. Non solo quando si è in ipo o in iper ma in generale. Proprio la percezione della vita, del tempo, delle cose che hai da fare, delle priorità non è più la stessa. Io sono diversa, mi sento diversa. Lo vedo guardandomi attorno. Il mondo va avanti comunque mentre io sto male e nessuno mi vede, perché questa malattia è bastarda, neanche si vede.

E non è facile. Non la riesco a spiegare. Non riesco neanche a farla sentire questa mia diversità.

Mio papà mi ha visto ieri sera durante una delle crisi e oggi mi ha chiesto Come va? Adesso stai bene? È passato?

Ho saputo solo rispondere con un Si tutto bene. Sto bene. È passato.

Anche se dentro la mia testa la risposta vera è stata Non passerà MAI.

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