Sfide · Vita

La Strategia per “Andare Oltre”

Stamattina mi sono fermata e mi sono osservata trovandomi sopraffatta da un attacco di rabbia e di frustrazione.

Tremavo, avevo le palpitazioni e non riuscivo a stare ferma sulla sedia. L’osservazione di queste emozioni sarà durata circa un minuto e mezzo in tutto.

Passato questo minuto e mezzo, di istinto ho afferrato il cellulare, mi sono scattata un selfie e ho postato la foto della mia facciona su Instagram con su scritto rigorosamente #happy.

Già! Felice un corno! Ero arrabbiatissima nonostante il sorriso che ovviamente era forzato! 🙂

 

A quel punto mi sono chiesta:

Quali sono i modi che voglio scegliere per reagire a certi colpi bassi?

In che modo posso scegliere di sentirmi?

Quali sono le strategie che voglio scegliere di adottare per “Andare Oltre“?

E mi sono venute in mente prima le parole del sommo poeta “Non ti curar di loro ma guarda e passa”, poi del grande Mark Manson che in merito ai valori e alle priorità scrive che:

“Per sbattersene delle avversità , devi prima dare valore a qualcosa di più importante ergo se ti trovi a prendertela costantemente per stronzate che ti danno sui nervi, è possibile che nella tua vita non ci sia molto per cui valga davvero la pena incazzarsi!”

A quel punto ho pensato che nella mia vita ho davvero ben altro per cui vale davvero la pena incazzarsi e ho scelto di reagire facendo le seguenti semplici azioni in ordine:

  1. Ho fatto una passeggiata. Si sa banalmente l’attività fisica aiuta a scaricare la tensione ed inoltre se ci si concentra sui passi si riesce a spegnere per un pò il cervello e quel rimuginare sui pensieri negativi.
  2. Ho chiamato mia sorella.
  3. Ho sorriso tanto, tantissimo a chiunque ho incontrato
  4. Ho lavorato con ancora più passione del normale ed ho condiviso su linkedin un risultato importante raggiunto con alcuni miei colleghi per darmi quella giusta scarica di adrenalina che mi serviva.

Possono sembrare banalità ma ha funzionato.

Diventare consapevole delle mie emozioni mi ha permesso di ascoltare le mie vibrazioni e di scegliere le mie reazioni, di concentrarmi sulle azioni che mi hanno generato solo benessere, di concentrarmi sulle persone che per me contano davvero, di rendere migliore la mia giornata.

 

Voglio chiudere il post con una favola che mio papà raccontava spesso a me e alle mie sorelle.

Questa favola la interpreto oggi in questo modo:

Dobbiamo imparare a ringraziare i momenti e le persone di merda perchè è grazie a quei momenti e a quelle persone di merda che miglioreremo noi stessi e la nostra vita.

 

La favola dell’uccellino, della mucca e del gatto

C’era una volta un uccellino che volava in campagna.

Era una giornata molto fredda e il povero passerotto stava cercando di raggiungere la propria dimora.
Purtroppo si era allontanato troppo e inoltre la neve caduta aveva fatto diventare il paesaggio così bianco da confondere i sensi del povero volatile.

Dopo ore di volo senza cibo né acqua, il piccolo pennuto cadde a terra infreddolito e sfinito dall’immensa fatica pensò che quella fosse la sua fine.

D’un tratto una mucca spuntò da dietro ad un albero, passò sul corpo del piccolo senza calpestarlo, alzò la coda e “prrrrroooo” gli fece una gran bella cagata sopra.

Lo sfortunato uccellino, quindi, si ritrovò disteso a terra, prima infreddolito e moribondo e adesso anche ricoperto da una gran badilata di cacca di mucca.

La povera bestiola, però, si rese conto che poi fondamentalmente nella cacca di mucca non si stava così male, infatti gli escrementi caldi avevano rinvigorito a tal punto quel corpicino debilitato dal ghiaccio, che il frugoletto si mise a cantare dalla gioia.

Ma un gatto che passava poco distante venne attirato dal cinguettio, vide il passero e senza neanche pulirlo lo inghiottì in un sol boccone.

MORALE DELLA FAVOLA

1) Non è detto che chi ti ricopre di merda sia un tuo nemico!
2) Non è detto che chi ti tira fuori dalla merda sia un tuo amico!
3) Ma è sicuro che quando sei ricoperto dalla merda, ti conviene tenere la bocca chiusa! 🙂

 

 

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🙂

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